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I PRINCIPI
IL METODO LE PRIORITA' LE AREE DI INTERVENTO
La prima risorsa ? Gli Abruzzesi !
Tenacia, laboriosità, onestà, capacità, talento, da qui l’Abruzzo deve ripartire. Dalle qualità e dai valori della sua gente, che hanno consentito già in passato di affrancarsi dai problemi generalizzati del mezzogiorno d’Italia e di raggiungere ottimi livelli di sviluppo. Questo patrimonio autentico rappresenta il fondamento, il terreno su cui progettare e costruire una casa comune, una vera “ Casa Abruzzo” in cui tutti gli abruzzesi portino il loro contributo e consentano alla nostra regione di ritrovare quello spirito e quella capacità necessari per affrontare le straordinarie sfide che l’attendono e per ambire ad un ruolo diverso che per tradizione, posizione, risorse e caratteristiche ad essa naturalmente compete, in una prospettiva non più soltanto nazionale ma quantomeno europea.
Perché ciò sia possibile è necessario riscoprire l’orgoglio della nostra identità e del nostro senso di appartenenza, la voglia di fare e di osare per restituire all’Abruzzo quella dignità vilipesa da una stagione politica deprecabile e per intraprendere con rinnovato vigore un virtuoso percorso che consenta di rispondere alle reali esigenze delle persone e di raggiungere i più ambiziosi obiettivi.
Una classe dirigente che voglia definirsi tale deve pertanto saper interpretare e valorizzare questo patrimonio, stabilendo un legame intimo ed essenziale tra amministratori e amministrati, basato su un sentimento di fiducia oggi purtroppo pressoché inesistente.
Questo recupero identitario deve partire dalla riscoperta dei talenti e delle tradizioni della nostra terra per trasformarli in valore; tre allora saranno le ideali linee guida alla base dell’azione:
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censimento delle tradizioni produttive, culturali, storiche, artigiane, geniali, agricole, artistiche, marinare, montane dell’Abruzzo e della sua Gente; messa “a capitale” e avvio di una nuova epoca di rivitalizzazione e valorizzazione della nostra Terra; |
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censimento e selezione degli Abruzzesi da “rimettere” al Lavoro e alla Speranza di Futuro: da subito partirà un laboratorio territoriale di Formazione ai Mestieri, alle Professioni e ai Talenti perduti nel tempo; |
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imprenditorializzazione dei giovani abruzzesi (studenti, disoccupati, sotto-occupati, marginali, senza-casa e senza-voce) e, non meno fondamentale, della “Nobilità dei Vecchi” (pensionati, emarginati, soli, sfiduciati, gente viva che avrebbe tante cosa da dire e da fare ma che nessuno più ascolta, che nessuno più considera). Dall’alleanza, dalla messa a Sistema di queste due grandi Forze che solitamente sprechiamo e umiliamo, nasce la Speranza del Futuro come radicamento e messa a frutto del Passato. |
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Le idee contenute nel mio programma muovono da qui.
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La Partecipazione e la Trasparenza
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Una società vale meno quando sono pochi a costruire per tutti. Una buona società è quella in cui ogni persona ha la possibilità di cooperare a costruire il futuro.
Riteniamo che partecipazione e trasparenza siano priorità dei processi decisionali e vadano intese come condizioni essenziali per la responsabilizzazione dell’attività amministrativa.
La partecipazione è elemento primario e deve essere bidirezionale: dall’Amministrazione verso i cittadini e viceversa. Il Governo regionale ha il dovere di incardinare un sistema comunicativo che renda accessibili i procedimenti e trasparenti le sue scelte. In sintesi la comunità deve essere messa in condizione di esprimere una valutazione e un giudizio consapevoli sull’operato dell’Amministratore; è questo il presupposto indefettibile perché vi sia una condivisione effettiva dei processi e si stabilisca un collegamento concreto tra l’amministrazione regionale e la comunità attraverso il quale giungere ad un “comune sentire”.
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La sussidiarieta'
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Il ricorso alla sussidiarietà, alle energie di base e alle risorse della persona dovrà essere inteso nella sua esplicazione concreta; per questa ragione sarà istituita una delega alla sussidiarietà, che rimarrà nell’ambito delle competenze del Presidente della Giunta, allo scopo di elaborare proposte che applichino la sussidiarietà nei seguenti ambiti: attività produttive profit e no-profit, servizi di pubblica utilità, educazione, formazione, lavoro, sanità e servizi alla persona. La sussidiarietà, dunque, come motore della speranza dell’Abruzzo, perché sussidiarietà vuol dire che ognuno abbia la sua opportunità e che il desiderio di ciascuno possa esprimersi.
La sussidiarietà quindi, non più come mera enunciazione, bensì come principio-valore che si fa strumento e mezzo reale per il perseguimento di tutti gli obiettivi di sviluppo della regione.
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"La Rete" Regione
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Per tornare ad essere attrattiva, polarizzare le funzioni e riqualificare il suo ruolo la Regione deve strutturarsi come una “rete”, caratterizzata da connessioni non soltanto infrastrutturali e di trasporto ma anche e soprattutto immateriali, attraverso un recupero identitario che potrà essere raggiunto anche mediante la creazione e la valorizzazione di un “brand Abruzzo”.
Governare in “rete” significa la possibilità e la necessità di fare sistema, la capacità di una comunità di guardare ed operare in ambiti più vasti e trovare le giuste sinergie con le altre realtà. Occorrerà pertanto considerare in termini di sistema tutti i settori e le strutture regionali (sanità, industria, turismo, commercio,ecc.) attraverso una rinnovata metodologia amministrativa e gestionale dei processi organizzativi.
Operare in termini di “rete” consentirà :
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la razionalizzazione e la riduzione dei centri di spesa e dei costi di gestione; |
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una maggiore espressione delle potenzialità dell’Abruzzo, inserito in un contesto ed in un mercato più ampio; |
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la realizzazione di sinergie tra produttori di servizi ed utenti degli stessi, con incremento delle fasce di consumo. |
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Occorrerà quindi individuare puntualmente le singole vocazioni e peculiarità territoriali e valorizzarle in un'ottica sinergica, al fine di creare il tessuto connettivo dell'intero ''sistema Abruzzo''. |
Generare "L'effetto domino"
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L’approccio alle problematiche secondo una logica di sistema consente che alla soluzione della singola problematica consegua automaticamente la realizzazione di altri obiettivi, innescando così un vero e proprio meccanismo virtuoso, una sorta di “effetto domino” positivo che darà lo slancio verso obiettivi sempre più ambiziosi. |
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La semplificazione amministrativa, normativa e le riforme istituzionali
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La riforma dello stato in senso federalista ha posto al centro del sistema politico-amministrativo l'Ente Regione, che registrerà pertanto un notevole incremento delle responsabilità, soprattutto alla luce dell’applicazione del federalismo fiscale. Il ruolo della Regione è principalmente quello di delineare le Politiche di sviluppo e di legiferare affinché possano trovare concreta attuazione; è indispensabile pertanto muovere da una rigorosa iniziativa di riordino e semplificazione normativa che verrà attuata attraverso l’adozione di Testi Unici in cui confluiranno le varie leggi di settore. Ad essa dovrà necessariamente far seguito l’introduzione di un moderno concetto di “governance”, che semplifichi i processi amministrativi e gestionali, riducendo drasticamente i tempi per l’emanazione dei provvedimenti.
Nello stesso tempo, anche ai fini del contenimento della spesa, dovrà essere accelerato il processo di delega delle competenze amministrative agli enti locali, partito, ma subito arenatosi, nelle scorse legislature.
Si procederà inoltre alla riforma dei regolamenti regionali che disciplinano il funzionamento degli organi, accrescendone velocità e capacità decisionale.
Prioritaria in proposito sarà la revisione del regolamento di funzionamento del Consiglio Regionale che, in linea con gli strumenti parlamentari, consenta di avere tempi certi nell’iter dei provvedimenti legislativi e garantisca l’azione del governo regionale e della sua maggioranza; si interverrà inoltre al fine di impedire la sconsiderata proliferazione dei gruppi consiliari: la legislatura appena conclusa ha regalato all'Abruzzo il triste primato di 19 gruppi su un totale di 40 consiglieri.
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La riduzione dei costi della politica: accorpamento e riforma degli enti
strumentali
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Sara' indispensabile procedere al riordino degli Enti e delle Societa'
partecipate e controllate dalla Regione Abruzzo che dispongono
attualmente di circa 250 sedi e uffici sul territorio regionale; si
dovra' pervenire alla soppressione degli Enti divenuti inutili a seguito
del trasferimento delle relative competenze a comuni e province e
all'accorpamento delle societa' aventi le medesime finalita' aziendali. I
tagli riguarderanno soltanto le strutture di vertice, ovvero consigli di
amministrazione, direzione generali e relative segreterie, prevedendo la
salvaguardia integrale degli attuali livelli occupazionali, nonche' dei
diritti maturati dai singoli rispetto alla previdenza ed al trattamento
pensionistico. |
Il sistema dello spoil system e controllo sulle nomine
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Si applichera' un rigido criterio selettivo, sulla base di
professionalita' e competenze, per l'individuazione dei soggetti
destinati ad assumere cariche di responsabilita' amministrativa. Il
metodo dello spoil system, pertanto, non sara' una mera operazione di
sostituzione clientelare bensi' un'occasione formidabile per garantire
una reale propulsione ed un'adeguata competenza nella gestione degli
enti strumentali e delle societa' partecipate. |
La programmazione
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Un’attività amministrativa capace di rispondere alle esigenze della comunità deve necessariamente essere coordinata in una logica di programmazione strategica che rappresenti il solco unitario sul quale innestare e collocare i singoli interventi. Si procederà pertanto:
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al riordino della legislazione in materia di organizzazione e risorse
umane della giunta regionale (L.R. 77/99) (incarichi dirigenziali,
strutture di supporto, precari); |
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alla definizione del Documento Unico di Programmazione DUP; |
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alla definizione dei P.I.T. per l'attuazione del P.O.R. F.E.S.R.
2007-2013; |
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alla definizione del programma PAR F.A.S. ed ai relativi strumenti di
attuazione ; |
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alla definizione di alcune prioritarie linee strategiche, quali la
fiscalita' di vantaggio, i trasporti e le infrastrutture, i sistemi
urbani, la societa' della conoscenza; |
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Il Governo del Territorio
Il bilancio ed i finanziamenti
L'Europa ed i finanziamenti
I trasporti
L' aeroporto d'Abruzzo
Le Attivita' Produttive: Economia ed Occupazione
La ricerca scientifica
Le imprese
Il commercio
L' artigianato
L' agricoltura e lo sviluppo rurale
L' innovazione e la promozione delle Nuove Tecnologie della comunicazione
Il lavoro e lo sviluppo dell'occupazione
La sanita'
I servizi sociali
La tutela del territorio e la qualita' urbana
Aree Protette
I rifiuti
Il ciclo idrico e la qualita' delle acque
La bonifica di siti inquinati
L' energia
La sicurezza e la difesa del Territorio
La cultura
Turismo ed Attivita' Sportive
Il Governo del Territorio
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Ogni area presenta risorse, problemi, dinamiche e potenzialità diverse, che compongono un sistema originale, che richiede a sua volta una gestione articolata delle peculiarità.
La rapida evoluzione ed il livello di complessità degli attuali sistemi territoriali, richiedono necessariamente una forte sinergia tra Amministrazioni vicine, sia geograficamente che per affinità socio-economiche.
Il concetto di rete, precedentemente esposto, individua un territorio caratterizzato da una stretta sinergia tra i diversi livelli e da un elevato grado di relazione con le strutture ed i servizi di tutte le amministrazioni .
Questo tipo di organizzazione territoriale richiede una visione più complessiva delle scelte amministrative: dalla viabilità ai trasporti, dalla localizzazione di grandi infrastrutture alla salvaguardia ambientale e alla sanità, dalla dotazione di servizi alle politiche sociali.
Tale progetto dovrà porsi al centro di un’azione partecipata e coinvolgente tra gli Amministratori e i rappresentanti delle Istituzioni e degli organismi economici, tesa ad individuare le scelte strategiche a livello territoriale e ad indirizzare su di esse le risorse disponibili, pubbliche e private.
Si dovranno quindi “guidare”, e non subire, i processi in atto, attraverso una reale programmazione dello sviluppo in chiave territoriale.
A tal fine c’è bisogno di rileggere il ruolo dell’attuale Quadro di Riferimento Regionale (QRR); il bisogno è quello di avere uno strumento più snello, che permetta una visione strategica del territorio regionale, soprattutto in termini di sostenibilità economica, sociale ed ambientale; che sia di riferimento degli strumenti di programmazione (PSR, DPEFR, DUP, POR, PAR-FAS): Dal QRR al Piano Strategico Regionale. Per l’attuazione di questo obiettivo è necessario intervenire sulla legislazione vigente in materia di urbanistica (L.R.18/83) ed andare speditamente all’approvazione del disegno di legge sul “governo del territorio” da tempo impantanato in Consiglio Regionale.
Nell’ambito del governo del territorio, particolare attenzione sarà dedicata alla disciplina delle attività minerarie. E’necessario che le regione Abruzzo si doti di un piano regionale che regoli le attività estrattive che tenga conto del fabbisogno dei mercati, dei vari materiali, dell’utilizzo delle migliori tecniche disponibili per le attività di estrazione e sistemazione finale. Sarà prioritario:
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avviare le attivita' di estrazione per la messa in sicurezza di parti di
territorio (eliminazione di scarpate, ecc..) |
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il recupero di inerti anche derivante da dragaggi. |
Infine particolare attenzione merita il progetto definito “Centro Oli”; alla luce di una rigorosa analisi della questione si ritiene che l’intervento, per i sacrifici che comporta su un territorio ad alta vocazione agricolo-turistico-ambientale, non debba essere perseguito. |
Il bilancio ed i finanziamenti
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Il quadro economico del paese e le conseguenti condizioni della finanza pubblica segnano profondamente l'ambito entro cui si devono collocare le opzioni strategiche che la Regione è chiamata a compiere sotto il profilo delle politiche del bilancio. La Regione si trova, al pari del resto del paese, a risentire in questo frangente degli effetti negativi, per un verso di una congiuntura economica sostanzialmente recessiva e per l’altro delle politiche di restrizione della finanza pubblica nazionale conseguenti all'eccessivo livello di indebitamento dell’Italia e del sostanziale squilibrio dei conti pubblici nazionali .
In tale contesto assume particolare rilievo la scelta compiuta dal Governo nazionale di responsabilizzare le Regioni e le autonomie locali sulle politiche di contenimento della spesa pubblica. La sfida sarà rappresentata dalla capacità di cogliere l’opportunità offerta dall’avvento del federalismo fiscale, che potrà rappresentare uno straordinario strumento di sviluppo se si diventerà interpreti della logica di efficienza e di efficacia della spesa pubblica ad esso sottesa. La corrispondenza tra la spesa e il prelievo fiscale investirà di grande responsabilità il Governo Regionale che dovrà rispondere di questo direttamente ai cittadini.
La pressione fiscale, già oggi a livelli inaccettabili, non potra' essere
aumentata e si dovra' tentare di ridurla a partire dal terzo anno della
legislatura, auspicando congiunture più favorevoli dell’attuale.
L’impegno maggiore sarà quello di tagliare in maniera massiccia la spesa corrente, che oggi ingessa in maniera drammatica il bilancio regionale, per liberare risorse per gli investimenti.
La drastica riduzione delle disponibilità, pertanto, impone lo sviluppo della capacità del “sistema regione” di razionalizzare ed ottimizzare le risorse disponibili attraverso una logica non dispersiva ma finalisticamente rivolta al sostegno di processi di reale sviluppo e innovazione. A tal fine si procederà all’istituzione del Centro Unico di imputazione regionale per la gestione politico-amministrativa e per il monitoraggio delle entrate e di una Unità Tecnica Regionale per la “Finanza di Progetto” in grado di convogliare anche risorse private destinate a finalità pubbliche. |
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L'Europa ed i finanziamenti
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Nel contesto di difficoltà delineato, essenziale sarà la capacità di reperimento dei fondi comunitari. La Regione Abruzzo, come tutte le altre Regioni europee, usufruisce dei fondi comunitari a gestione diretta, i cosiddetti: “Fondi Strutturali”; questi finanziamenti vengono negoziati attraverso appositi documenti di programmazione tra la Regione e la Commissione europea, mediamente ogni 7 anni.
La Regione Abruzzo, nel periodo 2007-2013 farà parte dell’Obiettivo: Competitività regionale e occupazione. Per tale periodo la Commissione Europea ha approvato Piani Operativi della Regione Abruzzo che porteranno nelle casse regionali:
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POR-FESR: 139.760.495 UE - 205.608.644 quota nazionale, Totale =
345.369.139 euro; |
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PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 383.888.636 di cui 168.911.000 di
intervento comunitario FEASR. |
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POR-FSE 188.843.631 UE – 127.719.591 quota nazionale, Totale =
316.563.222- |
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Inoltre vanno considerate:
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le risorse derivanti dal
programma IPA Adriatico, di cui la regione ha la responsabilita' di
gestione; |
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le risorse derivanti dai
Programmi Operativi Nazionali (PON) nei settori:istruzione, ricerca
e competivita', reti e mobilita'; |
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le risorse derivanti dai
Programmi operativi Interregionali (POI) nei settori:
Turismo-cultura, energie rinnovabili; |
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Le risorse del Programma
Attuativo Regionale Fondo Areee Sottoutilizzate (PAR- FAS). |
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Complessivamente si tratta di circa 3 miliardi di euro che rappresenta una parte del costo totale del finanziamento dei progetti (cofinanziamento Enti Locali, fondi regionali e fondi privati) che daranno sicuramente un sostegno notevole allo sviluppo regionale purché vengano concretamente portati a termine. Il rischio da evitare, infatti, è che la mancata realizzazione dei progetti determini la perdita dei finanziamenti; si incentiverà pertanto il monitoraggio e la vigilanza sulla capacità di spesa nonché l'assistenza nella redazione dei progetti
previsti dai bandi regionali. |
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I trasporti
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L’Abruzzo vive una vera e propria emergenza infrastrutturale; lo sviluppo industriale ed economico del territorio non è stato infatti favorito da un'adeguata pianificazione e realizzazione delle diverse infrastrutture. Gli assi di comunicazione strategica sono da anni in fase di realizzazione, mentre numerosi sono i progetti legati allo sviluppo delle reti viarie ancora bloccati o non ancora in fase esecutiva.
Per questo motivo occorre una strategia di lungo periodo che preveda la realizzazione delle grosse infrastrutture regionali viarie, ferroviarie, marittime e aeroportuali che dovranno necessariamente integrarsi con i piani territoriali (quali: il nuovo Piano Strategico Regionale, il Piano Regionale di sviluppo ed i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali), ed una strategia di medio e breve periodo relativa al governo dei servizi di trasporto pubblico locale e della mobilità in genere, di competenza regionale.
L’offerta dei servizi di trasporto pubblico locale cambierà radicalmente.
Bisognerà infatti perseguire due obiettivi fondamentali:
1) gare pubbliche secondo le normative europee in tempi
brevi, in luogo dell'attuale sistema concessorio;
2) parziale privatizzazione delle tre aziende regionali di
trasporto.
Parallelamente bisognerà provvedere all’approvazione del Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT), al completamento delle varianti alla SS16, della SS652 Fondo Valle Sangro, della SS Rieti-L'Aquila-Navelli, della Pedemontana Abruzzo-Marche, del potenziamento del Porto di Ortona (Casello autostrada del mare) e della ferrovia Roma-Pescara, nonchè alla realizzazione del IV Lotto della Teramo-mare, delle varianti cittadine e del raddoppio della ferrovia Pescara-Ortona. |
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L' Aeroporto d'Abruzzo
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Il crescente sviluppo dell’Aeroporto d’Abruzzo impone un adeguamento che consenta l’aumento del numero di voli e l’attenzione da parte delle compagnie aeree internazionali per voli low-cost e dei tour operators. In proposito i primi interventi dovranno essere finalizzati all’allungamento della pista ed all’aumento degli spazi dedicati al parcheggio degli aeromobili. |
Le attivita' produttive: Economia ed Occupazione
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L’intero sistema delle attività produttive, in linea con le priorità delineate, verrà disciplinato in maniera organica attraverso l’adozione di specifiche leggi di settore e la semplificazione e lo snellimento delle procedure. Sarà indispensabile inoltre procedere a rivedere in maniera incisiva il ruolo della strutture di sostegno alle imprese, a partire dalla Fira e dai Consorzi Industriali, garantendo nel contempo un deciso sostegno al sistema degli organismi di garanzia (Confidi). Le linee guida per i finanziamenti alle imprese, in regime di concorrenza europea, saranno quelle di privilegiare interventi nel settore di:
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formazione; |
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innovazione tecnologica di processo e di prodotto; |
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internazionalizzazione delle imprese. |
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La ricerca scientifica
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In Abruzzo insistono straordinarie realtà scientifiche: i tre Atenei, il Mario Negri Sud, il polo di ricerca Telespazio, il Laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso e l’I.N.F.N., l’Osservatorio di Astrofisica di Collurania, l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, l’ICRA di Pescara.
La Regione dovrà favorire e incrementare l’intero comparto della ricerca scientifica, strumento capace di assicurare in modo costante la crescita e lo sviluppo del territorio abruzzese. Una regione innovativa e tecnologicamente avanzata permette una maggiore tutela dei propri cittadini che si sentiranno parte di un sistema capace di stare al passo con i tempi. A tal fine bisognerà creare una rete per la costruzione di una “Universitas” Tecnologica in sinergia con gli Atenei abruzzesi. La funzione della Regione sarà pertanto quella di caratterizzarsi come interfaccia tra il mondo della ricerca e quello produttivo, con lo scopo di agevolare il trasferimento a quest’ultimo delle conoscenze e delle tecnologie. |
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Le imprese
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Obiettivo della nuova amministrazione sarà quello di creare le condizioni per stimolare ed esaltare l’attività economica del territorio, attraendo nuove imprese ed investimenti orientati alla qualificazione dell’apparato produttivo attuale ed allo stimolo di quello che si vuole far nascere nel prossimo decennio, attraverso politiche che favoriscano l’insediamento e, di conseguenza, l’occupazione.
La Regione dovrà rendersi interlocutrice diretta tra i vari attori (associazioni di categoria e sindacati) per una razionalizzazione degli interventi volti a creare occasioni occupazionali, svolgendo una puntuale azione di controllo e di stimolo sulla formazione, funzionale all’acquisizione ed alla conservazione del lavoro. Oggi le imprese si muovono con più facilità nel territorio da un posto all’altro, alla ricerca di una combinazione più efficiente dei fattori produttivi. La globalizzazione, infatti, ha accentuato i fenomeni di mobilità delle imprese, laddove non trovino sul territorio le situazioni ottimali, determinando un grave deficit occupazionale. Occorrerà pertanto, in termini di obiettivi generali, strutturare un sistema di formazione professionale funzionalmente collegato alle esigenze delle imprese e delle attività produttive. Accanto a ciò sarà altrettanto indispensabile creare un reale servizio di supporto alle imprese in termini di diffusione della conoscenza di nuove tecnologie e di disponibilità di sostegni soprattutto in materia di innovazione tecnologica sul processo e sul prodotto. Come già detto, dovrà essere riformata la Fira e dovrà procedersi ad un generale riordino degli strumenti regionali di politica industriale,
a cominciare dai Consorzi Industriali di cui si dovra' prevedere in breve
tempo la liquidazione, accentrando sulla Regione i compiti di sviluppo e promozione industriale e riportando ai Comuni la gestione dei lotti e delle aree industriali nella cornice di una pianificazione di area vasta contenuta nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale; tali obiettivi dovranno essere posti alla base di una nuova legge regionale in materia di politiche industriali
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Il commercio
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Il gran numero di piccole e medie aziende che operano nel settore rappresentano l’asse portante dell’economia regionale; conseguentemente le relative problematiche dovranno essere affrontate partendo dall’ascolto delle esigenze degli operatori e in un vero clima di concertazione, mai in precedenza adottato. In particolare la situazione commerciale registra, da un lato, i centri di media e grande distribuzione, dall'altro la presenza di attività diffuse, storiche e specializzate: sono due realtà che possono convivere quanto più si differenziano nell'offerta: se il supermercato offre l'acquisto rapido e generico, il commercio classico deve puntare sull'eccellenza e sulla tipicità. La Regione è chiamata ad intraprendere un percorso adeguato in modo da promuovere un equilibrato rapporto tra commercio diffuso, media distribuzione, grande distribuzione e misure finalizzate allo sviluppo dei centri commerciali naturali, attraverso ulteriori e significativi interventi di sostegno. Bisognerà favorire una rete logistica del commercio fondata sulla tipicità e la peculiarità, in modo da creare un tessuto unitario e riconoscibile della rete commerciale che rechi con sé anche quei profili necessari per una forte caratterizzazione identitaria del settore.
Sarà necessario inoltre, anche nel settore del commercio, l’adozione di un testo unico di settore che semplifichi e riordini il quadro normativo di riferimento e renda realmente funzionante l’Osservatorio del Sistema distributivo in Abruzzo. |
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L' artigianato
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Per quanto attiene lo sviluppo e il sostegno all'artigianato,
settore che registra il maggior tasso di occupazione regionale, le linee
di intervento si orienteranno su quattro fondamentali obiettivi:
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la creazione di impresa
recuperando la tradizione artigianale abruzzese, con particolare
attenzione alla cosiddetta "bottega scuola" e alla strutturazione di
particolari agevolazioni per l'accesso al credito; |
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la creazione di centri
di assistenza tecnica e forniture di servizi alle imprese artigiane; |
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l'incentivazione dello
sviluppo dell'associazionismo tra imprese artigiane. |
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L' agricoltura e lo sviluppo rurale
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La nostra agricoltura si è sviluppata e modernizzata attraverso l’impegno di generazioni di agricoltori, ma paga l’inefficienza del sistema Italia che la penalizza con la burocrazia e gli elevati costi di carburanti, energia e acqua.
Si perseguirà quindi una strategia per incentivare l’acquisizione di ulteriori quote di mercato, riducendo i passaggi commerciali della filiera, consentendo una riduzione di costi per il consumatore finale. Benché l’Abruzzo vanti una forte vocazione agricola, il settore ha registrato, negli ultimi decenni, una grave riduzione del numero degli addetti e in generale una perdita di incisività economica che hanno determinato una minore attenzione da parte della politica. Occorrerà, al contrario, restituire centralità alle politiche di sviluppo agricolo attraverso la valorizzazione delle tradizioni e la promozione delle tipicità ambientali e gastronomiche di cui il nostro territorio è ricco.
Si interverrà pertanto sulla ridefinizione del modello organizzativo dell'ARSSA, sulla revisione del Piano delle deleghe con le Province e sulla revisione della vigente legislazione sull'assistenza tecnica e la divulgazione agricola. |
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L' innovazione e la promozione delle Nuove Tecnologie della
comunicazione
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Nel breve volgere di un decennio l’avvento della rete telematica internet ed in generale la diffusione capillare delle moderne tecnologie dell’informazione, hanno eroso fortemente i tradizionali schemi sui quali era basato l’approccio ad ogni tipo di attività.
Gli interventi di informatizzazione nella Pubblica Amministrazione, così come erano concepiti fino a qualche anno fa, avevano come obiettivo principale la realizzazione di sistemi che tendevano all'incremento dell'efficienza, all'integrazione delle informazioni ed alla semplificazione dei procedimenti attraverso l'introduzione massiccia dell'automazione. Un simile modello ed i conseguenti obiettivi, seppure ancora validi, costituiscono, oggi, un requisito minimo e scontato.
In un contesto dinamico come quello odierno, il ricorso all'informatica ed alla telematica o - se si preferisce la locuzione inglese ormai entrata nell'uso comune - all’ Information & Communication Technology (I.C.T.), è centrale per l’attuazione di un sistema sempre più integrato di processi gestionali; con il termine “e-government” ci si riferisce proprio al quadro quanto mai ampio e diversificato delle innovazioni di servizio e di processo realizzate dalle amministrazioni mediante l’utilizzo delle tecnologie I.C.T..
Il cittadino quindi non andrà più considerato un semplice utente ma parte attiva del progetto di informatizzazione. L'accesso ai servizi offerti dalla macchina amministrativa deve, oggi, avvenire in maniera il più possibile autonoma, attraverso l'uso dei media tecnologici disponibili.
Partendo dalla considerazione che l’evoluzione delle nuove tecnologie sta caratterizzando sempre più i contesti sociali, professionali e relazionali, si promuoverà la “società dell’informazione”, attraverso iniziative che favoriranno l’acquisizione della democrazia elettronica, l’inclusione e la partecipazione attiva dei cittadini, a garanzia tanto delle pari opportunità nell’accesso alle informazioni quanto dello sviluppo equilibrato del territorio.
Obiettivo primario sara' quello di informatizzare:
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L'accesso dei cittadini
e delle imprese ai servizi dell'amministrazione |
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Le relazioni tra enti ed
uffici |
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La trasmissione di atti
formali, sia all'interno della regione che verso gli enti locali |
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Si porteranno inoltre a
regime i sistemi di protocollo informatico e di firma digitale e
soprattutto si implementera' un unico ed efficiente sistema
informatizzato per i servizi sanitari. |
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Il Lavoro e lo sviluppo dell'occupazione
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Lo sviluppo occupazionale è evidentemente conseguente a quello economico del territorio; gli interventi che la regione dovrà porre in essere saranno finalizzati alla qualità del sistema formativo che dovrà essere concretamente funzionale alle esigenze dell’economia abruzzese e del sistema produttivo regionale; conseguentemente gli investimenti sulla formazione dovranno essere il frutto di un’azione concertata con le Organizzazioni di categoria, al fine di selezionare i settori sui quali vi è maggiore richiesta da parte delle imprese.
Le linee di intervento saranno:
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il miglioramento
qualitativo dell'efficienza e dell'efficacia del sistema della
formazione per rispondere alle sfide della competitivita'; |
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il miglioramento dei
servizi per l'impiego, del sistema informativo lavoro e della borsa
lavoro; |
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la rivisitazione delle
norme in materia di diritto allo studio ed in particolare di quelle
che riguardano il diritto allo studio nelle universita'; |
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l'implementazione del
sistema informativo lavoro e della borsa lavoro attraverso la
realizzazione di un protocollo di intesa con le province e la
definizione di uno schema di convenzione tra regione e ministero del
lavoro; |
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l'elaborazione ed
implementazione di poli per l'alta formazione tecnico-scientifica (pol.a.f.)
in collaborazione con il sistema universitario ed il sistema
produttivo abruzzese; |
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creazione di una vera e
propria "unita' di crisi" in grado di attivare tutte le risorse e le
iniziative per gestire situazioni di crisi occupazionali
straordinarie. |
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Un settore formativo su cui la regione concentrerà i propri sforzi è quello relativo alla sviluppo di professionalità in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione degli infortuni, al fine di garantire al ceto produttivo la possibilità di reperimento di personale qualificato per l’applicazione delle normative statali del settore.
Attenzione particolare infine merita il fenomeno della disoccupazione intellettuale che i dati statistici indicano tra i problemi più rilevanti del mondo del lavoro. Bisognerà porre in essere un programma straordinario di alta formazione con particolare riguardo all’acquisizione di competenze nel campo delle tecnologie informatiche e delle attività amministrative e gestionali. Ulteriore linea di
intervento sara' quella di individuare, in accordo con gli enti
territoriali, aree di edilizia a canone concordato per favorire lo start
up professionale di giovani laureati che intendano intraprendere le
attivita' professionali. |
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La sanita'
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Il settore sanitario si è contraddistinto in questi anni come occasione di vero e proprio sperpero di denaro pubblico, da cui quasi mai è scaturito un servizio che raggiungesse punte d’eccellenza.
Sulla scorta di quanto positivamente sperimentato in altre realtà italiane, si adotteranno provvedimenti finalizzati al duplice obiettivo di ridurre e razionalizzare le spese ed assicurare agli abruzzesi una adeguata qualità del servizio.
A tal fine occorrerà innanzitutto attuare il Piano di Rientro, che andrà modulato nei tempi di attuazione per evitare di incentrare tutto il risparmio di spesa sulle economie di personale.
Ciò sarà possibile tramite.
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Una riduzione del tasso di ospedalizzazione da
ricondurre sui livelli medi nazionali; |
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Il riassetto della rete ospedaliera; |
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La revisione delle convenzioni con il sistema delle
cliniche private; |
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Lo sviluppo di regimi di assistenza alternativi al
ricovero ospedaliero; |
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La riorganizzazione dei servizi, sia a livello
ospedaliero che territoriale, promuovendo e sviluppando percorsi
diagnostici e terapeutici e adottando
adeguati sistemi di
assistenza domiciliare integrata di assistenza residenziale e
semiresidenziale extraospedaliera; |
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Contenimento della spesa farmaceutica; |
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Uniformare il sistema di prenotazione delle
prestazioni al fine di ridurre le liste di attesa; |
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Il PSR vigente 2008-2010 non ha risposto a quelle che erano le attese degli operatori sanitari e del cittadino-utente del servizio sanitario, lasciando aperte tutte le condizioni che hanno alimentato il debito in Abruzzo e avviando, in maniera disarticolata e improvvisata, una politica dell’assistenza extra ospedaliera inapplicata ed inapplicabile per i costi ed i risultati.
Il Piano dovrà essere realizzato impartendo rigide direttive alla ASL, alle quali seguiranno il monitoraggio e la sorveglianza degli adempimenti, anche attraverso sistemi di controllo ispettivi regionali.
I contenuti più rilevanti delle direttive dovranno tendere:
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alla revisione dell’assetto istituzionale delle ASL abruzzesi - finalizzato alla distribuzione delle risorse in maniera uniforme sul territorio - che ne rimoduli la struttura ed il numero in previsione dell’impatto delle Aziende miste Ospedaliero-Universitarie |
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al riassetto della rete ospedaliera regionale attraverso la valorizzazione ed il sostegno delle strutture a più alta attività assistenziale. In tal modo si dovranno assicurare rinnovamento tecnologico, qualità delle prestazioni e riassetto delle Reti assistenziali su logiche di equa distribuzione sul territorio marino e montano tali da consentire la rapida e corretta modalità di accesso per ogni patologia nell’ottica della salvaguardia della sicurezza di operatori ed utenti presso le strutture sanitarie; |
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alla riduzione del tasso di ospedalizzazione secondo i tetti fissati dalla contrattazione con il Governo Nazionale, in linea con i parametri raggiunti dalle Regioni all’avanguardia nella gestione dei servizi sanitari. Funzionale al perseguimento di tali obiettivi sarà la messa a regime del piano annuale delle prestazioni; |
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allo sviluppo dei regimi assistenziali alternativi al ricovero ospedaliero (Day Hospital, Day Surgery, Day Service); |
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alla ridefinizione dell’attività delle strutture sanitarie private, con rispetto del principio della complementarietà e della leale concorrenza, attraverso la revisione e la rinegoziazione dei contratti per prestazioni e valutazioni degli standard dei posti letto, cresciuti a dismisura negli ultimi 10 anni; |
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al controllo, attraverso sistemi ispettivi efficienti, del numero, dell’appropriatezza e della qualità delle prestazioni, evitando sforamenti e ripiani “a piè di lista”; |
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alla riorganizzazione dei Servizi territoriali, attraverso la promozione e lo sviluppo di percorsi diagnostici e terapeutici, l’adozione di adeguati programmi di assistenza domiciliare integrata (adi), di assistenza residenziale e semiresidenziale, previa intensificazione dei rapporti fra ospedale e territorio; alla promozione di progetti di informatizzazione e di assistenza integrata con la componente ospedaliera, tali da evitare un flusso di denaro incontrollato verso una medicina del territorio disorganizzata ed inadeguata; |
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alla revisione del sistema dell’emergenza – urgenza con la rete ospedaliera regionale al fine di organizzare e garantire il trasporto nel tempo minore possibile verso le strutture sanitarie più idonee alla cura della patologia; |
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al contenimento della spesa farmaceutica, attraverso misure per diffondere l’utilizzo di farmaci generici (formazione dei prescrittori), all’adozione del sistema di controllo ispettivo regionale ed aziendale ed alla revisione del tariffario regionale in applicazione del D.M. 12/09/06 per le prestazioni specialistiche ambulatoriali, di assistenza protesica ed ospedaliera; |
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alla responsabilizzazione della figura del medico di base che diventerà centrale nelle politiche di efficienza del Sistema Sanitario Regionale; |
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Obiettivo primario e funzionale di legislatura sarà l’adozione di un vero Testo Unico delle leggi sanitarie regionali attraverso il quale ridisegnare l’assetto organizzativo del sistema sanitario regionale.
Bisogna inoltre ridefinire la mappa delle aziende sanitarie regionali rimodulando l’assetto istituzionale ed organizzativo delle ASL e valutandone un ulteriore accorpamento. |
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I Servizi Sociali
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Alla centralità della persona e alla libertà di scelta si dovranno ispirare i principi di riferimento, il modello e gli strumenti per il welfare, a cominciare da quello socio-sanitario (minori, anziani, disabili, dipendenze), fino al welfare inteso come supporto allo sviluppo della persona (che va dai servizi all'impiego, alle politiche per la casa, a quelle per il sostegno e lo sviluppo della famiglia, fino alla formazione e all'accesso al mercato del lavoro).
Il sistema dovrà basarsi su un'attenzione al soggetto ed al suo bisogno (un modello orientato all’utente e non al prodotto). Per questo la Regione dovrà rendere l'accesso ai servizi sempre più trasparente per i cittadini, mettendo a disposizione di tutti e nel minor tempo possibile le informazioni che consentono di avere risposte efficaci ai bisogni.
Per l' infanzia
si promuoveranno supporti sanitari e sociali alle gestanti, alle coppie ed al nascituro con peculiare attenzione alle coppie particolarmente svantaggiate ed alle gravidanze a rischio per patologia o per diversa abilità.
Per l' adolescenza
gli adolescenti presentano a volte difficoltà psichiche e relazionali di difficile identificazione che hanno trovato finora risposte parziali o del tutto assenti perché polverizzate in servizi e funzioni non specifiche e poco orientate.
Verranno quindi attivati programmi di “promozione” della salute e specifiche iniziative per prevenire e contrastare i disturbi psicologici, le tossicodipendenze, l'alcolismo e i suicidi attraverso la promozione di una rete di servizi dedicati ai minori, con centri di ascolto per adolescenti e di supporto per individui e famiglie a rischio.
Per i portatori di diversa abilita'
particolare attenzione sarà rivolta ai soggetti portatori di diversa abilità promuovendo servizi di trasporto pubblico dedicato e dando puntuale attuazione alle leggi esistenti per l'eliminazione delle barriere architettoniche (in prima istanza dagli edifici pubblici).
La regione si impegnerà ad avviare un'indagine per verificare lo stato di attuazione di queste norme e la effettiva fruibilità delle strutture, prima di tutto pubbliche, anche avvalendosi delle associazioni impegnate nel settore. La reale integrazione andrà ricercata soprattutto curandone la formazione e l'avvio al lavoro attraverso progetti specifici e finalizzati.
Periodiche analisi dei bisogni dei cittadini portatori di diversa abilità saranno attuate per verificare puntualmente l'efficacia e l'efficienza delle misure attuate.
Per gli anziani
la Regione nei prossimi anni registrerà un significativo aumento della percentuale di popolazione anziana. Integrando le iniziative con quelle offerte dal privato sociale, si promuoveranno interventi finalizzati a favorirne l'integrazione con la comunità, coinvolgendo gli anziani in servizi di interesse sociale.
I servizi per gli anziani parzialmente autosufficienti o non autosufficienti avranno come obiettivo, ove possibile, la loro permanenza in famiglia, integrando l'offerta pubblica con quella privata, per fornire servizi quali la pulizia, la spesa, la cucina ed anche il sostegno relazionale.
Per la Casa e la Famiglia
si promuoveranno, in accordo con gli enti territoriali, un Piano per la costruzione e la manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica ed una generale opera di riqualificazione dei quartieri.
Contestualmente, al fine di garantire adeguati strumenti di sostegno sociale in favore delle categorie meno abbienti, si incentiveranno iniziative di aiuto alimentare per le persone in stato di povertà e si adotteranno piani locali rivolti ad anziani non autosufficienti.
Accanto a tutto questo è improcrastinabile la revisione della normativa regionale in materia di famiglia (L.R. 95/95) oltre alla gestione del Fondo per il sostegno sociale finalizzato ai nuclei familiari al di sotto della soglia di povertà annualmente individuata dall'ISTAT.
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La tutela del territorio e la qualita' urbana
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Una proposta per il governo del territorio nella prossima legislatura deve scaturire da una presa d’atto delle difficoltà incontrate dalle politiche pubbliche, riconducibili fondamentalmente a tre nodi irrisolti:
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l’esercizio delle tutele separate nella legislazione nazionale dell’ambiente, del paesaggio e del rischio geomorfologico; |
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la contrapposizione - nella pratica della programmazione e della pianificazione urbanistica - tra prassi redistributive per aree e prassi di pianificazione strategica per progetti; |
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il diffondersi di processi di trasformazione deregolativi caratterizzati da forte consumo di suolo e scarso potenziale di sviluppo. |
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Se da un lato va ribadita la necessità di completare il procedimento di approvazione della nuova Legge Urbanistica Regionale, che legittimi un nuovo quadro giuridico entro cui collocare nuove prassi e nuovi relazioni tra soggetti, dall’altro un’azione ancora più urgente ed incisiva va avviata per riconsiderare e rilanciare il ruolo e la funzione sia del Quadro di Riferimento Regionale (QRR), ormai esaurito nelle sue funzioni previsive e superato da nuove forme di pianificazione (Piattaforme e Piani Strategici) ed istituti (Intese e Accordi Quadro), sia del Piano Paesistico Regionale (PPR) in fase di rielaborazione ed esteso all’intero territorio regionale sulla base del Codice Urbani.
La nuova legge regionale dovrà rivolgere particolare attenzione all’attuazione della parte pubblica del Piano per il raggiungimento di diversi standards di qualità nelle nostre città attraverso nuovi istituti negoziali tra pubblico e privato, dove il partenariato privato potrà svolgere un ruolo determinante. Strumenti chiari dove sia garantita la concorrenza tra le imprese nella formulazione delle proposte progettuali. Dovranno essere previsti strumenti di premialità (bonus di volumetria) per chi realizza edilizia sociale pubblica, strutture sportive pubbliche, edilizie ad alta efficienza energetica. Inoltre, la tutela del territorio agricolo e la perequazione urbanistica dovranno essere i principi di riferimento della nuova legge.
Il provvedimento, definibile entro un anno, garantirebbe una notevole coerenza tra tutela e sviluppo, riducendo la conflittualità sociale sulle scelte.
Per completare il quadro normativo è necessario definire anche il nuovo testo per l’edilizia in recepimento del DPR 380/01. |
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Aree Protette
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La nostra è la Regione dei parchi che nel futuro dovranno essere dotati di maggiori risorse economiche ed umane. I tre parchi nazionali ed il parco regionale, vero vanto del nostro territorio, dovranno essere messi in rete tra loro, con le riserve regionali e con i Siti di Interesse Comunitario. La tradizionale organizzazione dovrà essere migliorata per promuovere al meglio la salvaguardia del territorio. La futura missione dei parchi dovrà essere quella di promuovere tutte le attività compatibili col territorio, ed in particolare sviluppare la salvaguardia delle ricchezze naturalistiche, al fine di permettere una maggiore fruibilità ad un turismo di nicchia con alto valore aggiunto. In tal modo la pressione dei vincoli esistenti per la popolazione residente verrà sensibilmente attenuata dall’incremento di benessere e ricchezza in tutto il territorio.
Particolare attenzione dovrà essere posta al “sistema delle aree protette della Costa Teatina” per la fragilità ambientale e la pressione antropica costante alla quale è sottoposta. Occasione irripetibile per il territorio sono le aree di risulta delle Ferrovie dello Stato.
Infine, un effettivo rilancio del progetto APE (Appennino Parco d’Europa) da parte del Ministero dell’Ambiente, potrebbe rilanciare il sistema delle aree protette sia in termini di investimenti che in termini di marketing. |
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I rifiuti
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L’attuale sistema degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) sarà completamente riformato per arrivare all’istituzione di un unico Ente d’Ambito Regionale al quale affidare le funzioni in materia di ciclo idrico integrato e ciclo integrato dei rifiuti.
Nell'ottica dell'adozione di provvedimenti che non solo scongiurino il verificarsi di situazioni di emergenza (quali quelle recentemente emerse in Campania) ma assicurino la gestione dei rifiuti in termini di efficienza ed economicità nel rispetto dell'ambiente, sarà necessario:
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rafforzare tutta la filiera del ciclo integrato dei rifiuti; |
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realizzare una forte campagna di promozione sulle famiglie e sulle imprese per ridurre la produzione del rifiuto; |
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dare un forte impulso alla raccolta differenziata; |
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creare una rete efficiente delle discariche; |
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modificare il piano rifiuti per eliminare la soglia di raccolta differenziata, in modo da progettare e realizzare immediatamente un piano di termovalorizzazione con uno o più impianti sul territorio regionale. Tale percorso sarà necessario per raggiungere gli standards di altre regioni più evolute nella gestione di questo problema, con indubbi vantaggi non solo economici ma anche ambientali. |
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In termini di gestione verranno adottati meccanismi di controllo su appalto di servizi ed affidamenti "in house".
La messa in rete di impianti e competenze, sviluppando opportune sinergie, dovrà tendere ad uniformare le tariffe sul territorio regionale.
Il ciclo idrico e la qualita' delle acque
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Lo scopo primario è costituito dalla razionalizzazione degli Enti di Gestione della rete distributiva, smaltimento/depurazione, regimentazione. Deve essere rapidamente superato l’attuale regime commissariale degli ATO e contemporaneamente si dovrà lavorare ad una riforma delle norme regionali che regolano la materia, per una rapida integrazione con il sistema di gestione del ciclo dei rifiuti.
L’obiettivo di rendere efficiente la rete idrica abruzzese, con la drastica riduzione delle dispersioni, sia fisiche che amministrative, è una priorità assoluta del Governo Regionale che dovrà coinvolgere e responsabilizzare tutti gli enti locali territoriali, monitorando lo stato degli investimenti programmati, per conseguire il loro rapido completamento; allo stesso tempo dovranno essere messe in campo ulteriori risorse da attingere dagli strumenti della programmazione nazionale.
Altra priorità è rappresentata da un nuovo sistema di controlli sulla qualità delle acque, da perseguire potenziando il ruolo dell’ARTA e mettendo in campo una nuova procedura unica che evidenzi ruoli e responsabilità nelle situazioni di crisi, come quelle gravissime che si sono verificate di recente.
Infine un’attenzione particolare dovrà essere data alla depurazione delle acque, tema che vede oggi l’Abruzzo agli ultimi posti delle graduatorie nazionali, grande paradosso di una regione che si definisce Regione Verde d’Europa e che fa del turismo costiero uno dei suoi maggiori punti di forza. |
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La bonifica di siti inquinati
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La Regione Abruzzo ha realizzato l’anagrafe dei siti a rischio potenziale di inquinamento. Per affrontare la difficile situazione in questo specifico settore è necessario prevedere, nelle diverse programmazioni economiche, risorse finanziarie a favore dei Comuni come contributo per la rimozione dei rifiuti abbandonati, o la bonifica.
Inoltre sul territorio regionale sono presenti Siti di Interesse nazionale “fiumi Saline-Alento” e “Bussi”;
per quanto riguarda gli interventi di bonifica sui fiumi Saline-Alento, vanno recuperati i ritardi accumulati per l’utilizzo delle risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente; per gli interventi di bonifica in località Bussi sul Tirino, dopo l’avvenuta definizione del perimetro del sito di interesse nazionale (S.I.N.), vanno definite, di concerto con il Ministero, le risorse necessarie. |
L' energia
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Il Piano Energetico Regionale (PER) e' lo strumento principale
attraverso il quale la Regione programma, indirizza ed armonizza nel
proprio territorio gli interventi strategici in tema di energia.
obiettivi:
assicurare stabilita' della rete a prezzi competitivi per le attivita'
produttive;
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stabilità della rete a prezzi competitivi per le attività produttive; |
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sviluppo delle fonti
rinnovabili (eolica, solare termico, solare fotovoltaico, energia da
biomasse, idroelettrico); |
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produzione efficiente di
energia nell'industria, commercio, edilizia ospedaliera (cogenerazione
e trigenerazione), |
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risparmio energetico nel
settore dell'edilizia (qualificazione energetica degli edifici); |
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incentivi del risparmio
energetico nell'industria e nelle abitazioni civili; |
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sensibilizzazione
sull'uso razionale dell'energia. |
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La sicurezza e la difesa del Territorio
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In tema di Protezione civile e difesa del territorio si interverra'
attraverso la realizzazione:
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di una rete di comunicazione per l’emergenza e di sistemi integrati di monitoraggio del territorio con l’impiego di tecniche satellitari (progetto nazionale coordinato dal dipartimento nazionale di protezione civile). A tal fine dovranno essere acquisite tecnologie e sviluppate metodologie per garantire il livello di comunicazione minima necessaria alla gestione delle emergenze quali incendi boschivi, esondazioni, siccità; |
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di una scuola specifica finalizzata alla formazione e all’addestramento per la difesa dell’ambiente; |
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di interventi di prevenzione e di messa in sicurezza attraverso verifiche strutturali sul patrimonio esistente previo accertamento dell’adeguatezza sismica di scuole, edifici pubblici strategici, infrastrutture viarie e ponti. |
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La cultura
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Una delle vocazioni naturali del nostro territorio è quella della cultura che deve però essere intesa non più soltanto in senso conservativo del patrimonio esistente ma anche come straordinaria risorsa per la promozione economica del territorio. La valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio artistico devono essere intesi come un vantaggio della regione per aumentarne l’attrattività territoriale, per rafforzare la coesione sociale e per migliorare la qualità della vita in generale.
Si interverra' pertanto attraverso le seguenti linee di indirizzo:
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creazione di poli e distretti culturali che coniughino il patrimonio artistico-culturale con il patrimonio paesaggistico-ambientale e con la cultura e la tradizione eno-gastronomica, in modo da mettere a sistema le eccellenze e garantire un’offerta turistico-culturale competitiva; |
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creazione di servizi innovativi per la comunicazione, anche attraverso l’applicazione di nuove tecnologie, in grado di inserire l’offerta culturale territoriale in più ampi circuiti di mercato, anche non tradizionali, garantendo la fornitura di servizi integrati (trasporti, accoglienza ecc.); |
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creazione di centri di eccellenza per lo studio, la documentazione e il restauro, in collaborazione con gli Enti sotto-ordinati, che garantiscano una funzione propulsiva per il settore culturale; |
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sviluppo e sostegno ad attività ed eventi culturali su scala regionale in grado di attrarre cospicui flussi di visitatori e turisti e di garantire un reale effetto di marketing territoriale; |
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misure di sostegno per la conoscenza del patrimonio culturale territoriale, che deve trasformarsi in matrice di identità della comunità. |
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Sarà inoltre realizzata un’accurata opera di revisione e semplificazione della normativa vigente del settore cultura, al fine di consentire il dialogo con le Istituzioni e l’accesso ai contributi, senza alcuna difficoltà burocratica, per qualsiasi iniziativa meritevole. La normativa prevederà il sostegno alle attività culturali sia attraverso la consueta via del contributo economico, sia, in modo del tutto nuovo, mediante l’erogazione di servizi.
Il sostegno della Regione dovrà rispondere a un preciso interesse pubblico e sarà assegnato in base alla qualità dei programmi, rilevata con appositi parametri. Tra gli indici di valutazione sarà dato particolare rilievo:
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nella produzione, alla risonanza extra-locale delle attività e all’impiego di risorse umane abruzzesi, specialmente se giovani; |
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nella distribuzione, ai livelli di fruizione di ciascun prodotto e ai corrispondenti introiti di botteghino; |
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saranno inoltre favorite quelle sinergie fra enti in grado di garantire la massima copertura territoriale evitando la dispersione delle risorse. |
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Tutti queste innovazioni saranno gli elementi fondamentali per la costruzione del Piano Strategico Regionale per la Cultura. |
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Turismo ed Attivita' Sportive
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La ricchezza culturale e la bellezza paesaggistica della nostra regione costituiscono un valore di assoluto livello che ha sofferto però la mancanza di politiche volte al miglioramento della qualità dell’offerta e all’orientamento al mercato del prodotto turistico Abruzzo. Occorrerà pertanto, valorizzando sinergicamente le risorse naturali e culturali dell’offerta turistica dell’Abruzzo, aumentarne la competitività nazionale e internazionale, con particolare attenzione all’est Europa.
Si promuoveranno i seguenti interventi:
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incentivazione di azioni di marketing regionale; |
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attivazione di politiche di sostegno volte al miglioramento degli standards qualitativi dell’offerta turistica, attraverso attività coordinate tra i comuni per l’individuazione di requisiti omogenei (livelli minimi di servizi); |
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individuazione di nuovi mercati con progetti di infrastrutture mirati a favorire il ricambio della clientela mediante il miglioramento della penetrazione dell’Abruzzo sui mercati di naturale provenienza (i bacini del Nord Italia e dell’Europa Centrale); |
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promozione di forme di collaborazione tra le imprese del settore ricettivo, attraverso i consorzi degli operatori, dei settori complementari e delle istituzioni pubbliche, finalizzata al miglioramento qualitativo del prodotto e alla realizzazione e commercializzazione di offerte integrate; |
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applicazione concreta del principio della sussidiarietà in presenza di carenze da parte delle Istituzioni attraverso affidamenti di obiettivi da realizzare a “privato-impresa” e/o “privato- sociale” del settore turistico; |
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revisione della L.R. 54/97, modificando la A.P.T.R. in struttura societaria, con partecipazione al capitale delle associazioni di categoria; |
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messa a sistema dell’opportunità costituita dai 16° Giochi del Mediterraneo, con la qualità dell’offerta turistica correlata nonché con azioni di recupero e miglioramento di strutture sportive e di servizio, anche non direttamente interessate dall’evento. |
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Cari Abruzzesi, questo programma produrrà il suo effetto più prezioso giorno dopo giorno: la partecipazione alla sua realizzazione fornirà di per sé alla nostra Terra una nuova Classe Dirigente Responsabile.
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